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July 31

Lettera a Diego assente

La mia notte è come un grande cuore che pulsa.
Sono le tre e trenta del mattino.
La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga, lunga e sembra sempre tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? DOve sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mia mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest'area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le tue mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d'amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt'uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d'amore.
Sono le quattro e trenta del mattino.
La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest'evidenza che brilla come una lama nel buio. La mia notte vorrebbe ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme ogni la apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza te non è veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somigli alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché temo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina-disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell'incavo della mia spalla e che io riposassi nell'incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere tra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato dal tuo abbraccio. La mia notte oggi non conosce sogno più bello e più crudele di questo. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile.
Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore.
Tra poco si leverà il sole.


(Frida Kahlo - Lettera a Diego assente - Città del Messico, 12 settembre 1939. Non spedita)

July 01

Chi spera, cammina: non fugge...

“Chi spera, cammina: non fugge.

Si incarna nella storia non si aliena.

Costruisce il futuro, non lo attende con pigrizia.

Ha la grinta del lottatore, non la rassegnazione di chi disarma .

Ha la passione del veggente, non l’aria avvilita di chi si lascia andare.

Cambia la storia, non la subisce.

Ricerca la solidarietà con gli altri viandanti, non la gloria del navigatore solitario”

 

                                                                                                 Tonino Bello

June 30

I paurosi tirano per i piedi chi è intento a volare.

I paurosi tirano per i piedi chi è intento a volare.
Nella loro meschinità si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa contemplare un piano a loro
inaccessibile..
(Carlos Castaneda)
June 24

"Che tu sia per me il coltello".(UnRegaloRicevutoxilMioCompleanno)

INDISCUSSA PROTAGONISTA DI QUESTO INSOLITO romanzo epistolare è la parola; una parola "senza pelle" perchè scuoiata da un'insaziabile fame di verità, esaltata nel suo altissimo potere erotico, sempre colma di significati. Questo è il libro delle parole nude e piene.
   Myriam compie l'impercettibile gesto di stringersi nelle braccia, quasi a volersi isolare da chi le sta attorno affinchè gli altri non sappiano mai dei suoi "giorni maledetti", di quanto sia piena di un dolore impossibile da dividere con qualcuno, sufficiente per una persona sola.
"Una verità può essere colta da un passante, un estraneo può trasmetterla più fedelmente di chi la conosce e la patisce" (Erri De Luca).
   Yair è quel tipo di estraneo, è un uomo aggrovigliato che passa la vita a districarsi e non trova requie, intimamente si compiace della propria complicatezza e rende grazie alla sua sensibilità quando questa gli permette di commuoversi e innamorarsi avendo colto quel gesto distratto di Myriam. Da qui le parole sentite, sudate e poi scritte; da qui la scelta di due amanti epistolari che si dicono "voglio che tu sia per me il coltello, anch'io lo sarò per te", che con coltelli affilati e misericordiosi avvertono l'urgenza di scavarsi per amore dell'amore, per disgusto dei legami strategici che spesso legano le coppie, per vivere e affinare le loro identità senza immagini appartenenti ad una realtà di cui ambedue hanno paura.    Così non si seducono, ma si amano subito, si cercano trovandosi sempre e si ricercano in sè come nell'altro, si riescono ad aprire con chiavi segrete scoprendo di avere una lingua comune perchè non sono disposti ad "infrangersi nelle parole degli altri".
   Anche il tempo tra loro non è quello reale del quotidiano che sfiora o lacera e poi passa, il loro è "un tempo circolare e ogni momento si trova esattamente alla stessa distanza dal centro", e i mesi passano. E realtà incombe: la fisicità non lascia scampo e tutte quelle parole si sente il bisogno di sussurrarle sulla pelle dell'altro, si ha voglia di "qualcosa di concreto, vivo, caldo, che si pieghi fra le mani", perchè i dorsali dell'anima si stanno atrofizzando per la pesantezza delle illusioni.
   Occorre allora violentarsi e con non poco dolore iniziare a viversi completamente come recita la "Quinta lezione d'ebraico" di Hezi Leskli: "Quando la parola si farà corpo e il corpo aprirà la bocca e pronuncerà la parola che l'ha creato, abbraccerò questo corpo e lo adagerò al mio fianco".
   Ma per compiere questo rito, conclusivo e inziatico allo stesso tempo, occorre superarsi e imparare a non aver paura della paura, occorre essere sani e molto forti.
   Oppure perdersi e ammalarsi di nostalgia.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello, trad. di Alessandra Shomroni, Mondadori, 1999, pagine 330, £ 30.000

Gloria Caccia  9 marzo 2000
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June 21

Il Vecchio e il Mare...

Il Vecchio
e il Mare
di Ernest Hemingway

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo aveva ubbidito andando in un'altra barca dove prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne...

June 17

Il buon senso ...

Il buon senso è la cosa del mondo meglio ripartita. (...) Ciò vuol dire che la facoltà di giudicare rettamente e di distinguere il vero dal falso - che è quel che si chiama propriamente il buon senso o la ragione - è per natura eguale in tutti gli uomini; e, ancora, che la diversità delle nostre opinioni non proviene dal fatto che gli uni siano più ragionevoli degli altri, ma soltanto dal fatto che noi conduciamo i nostri pensieri per vie diverse e non ci riferiamo agli stessi oggetti.
Cartesio (René Descartes)
Discorso sul metodo,
June 15

Convegno internazionale "Women Status in the Mediterranean" (16-17/06/2008)

Valenzano (BA). Convegno internazionale "Women Status in the Mediterranean" (16-17/06/2008)

Il 16 e 17 giugno 2008 si terrà a Valenzano (BA), presso la sede dell'Istituto Agronomico (via Ceglie, 9), un convegno internazionale dal titolo "Women Status in the Mediterranean: their rights and sustainable development".

Dal 16/06/2008 15:00 al 17/06/2008 20:00

L'evento è organizzato dalla Comunità delle Università Mediterranee (CUM), dall'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAM - B), dalla Commissione Pari Opportunità dell'Università di Bari ed è patrocinato dal Minstero degli Affari Esteri Italiano, dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Bari.

Diritti delle donne al lavoro e alla formazione, differenze sociali ed economiche e donne e sviluppo rurale: queste le principali tematiche che saranno oggetto di discussione.

L'obiettivo del Convegno è quello di migliorare il dialogo istituzionale e promuovere sinergie nel campo del "Gender Empowerment" nell'ambito dei diversi settori scientifici e culturali.

Per partecipare è necessario inviare la scheda di adesione entro e non oltre il 26 maggio 2008.

tratti da: http://cooperazione.formez.it/sections/eventi_home/valenzano-ba-convegno

May 26

CANNES: GRAND PRIX A 'GOMORRA', PREMIO GIURIA PER 'IL DIVO'

CANNES: GRAND PRIX A 'GOMORRA', PREMIO GIURIA PER 'IL DIVO'

CANNES - Una doppietta italiana, come non accadeva da decenni. Il grand prix per Matteo Garrone e il suo Gomorra e il premio della giuria per Paolo Sorrentino e il suo Il divo rappresentano un successo per il cinema italiano che riporta alla vittoria ex aequo del 1972, quando la Palma fu divisa tra Il caso Mattei di Francesco Rosi e La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. In questo caso niente Palma d'oro ma i due giovani autori riportano l'Italia nel palmares dopo la Palma d'oro del 2001 si Nanni Moretti e del suo La stanza del figlio.

La Classe (Entre les Murs) di Laurent Cantet, il film che ha vinto la Palma d'oro al 61/mo festival di Cannes e che si vedrà anche in Italia distribuito da Mikado, è la storia di un anno scolastico in una seconda superiore in un sobborgo qualunque di una città francese e dentro c'é un microcosmo della Francia contemporanea, ma si potrebbe dire anche d'Italia. Tratto dal best seller del vero insegnante Francois Begaudeau, qui anche attore protagonista, il nuovo film di Laurent Cantet nel raccontare cosa accade durante l'anno scolastico in questa classe non esclusiva ma neppure 'sgarrupata', mette mirabilmente in scena una specie di lotta di classe nel senso generazionale, politico e sociale. Il professore che fa levare il cappello ai ragazzi quando entrano in classe, li fa parlare solo disciplinatamente, li rimprovera se non gli mostrano rispetto, é lo stesso che li spinge con grande franchezza a studiare praticamente senza libri, in una sorta di dibattito e scambio continuo molto stimolante. Per Cantet "la scuola non è più un santuario: ho voluto mostrare cosa invece è oggi, un microcosmo del mondo dove le questioni di uguaglianza o disparità - in merito alle opportunità di lavoro, potere, cultura, integrazione sociale o esclusione - emergono concretamente". Ci sono ad esempio il ragazzo cinese diligente e volenteroso che vuole imparare in fretta il francese, il giovane di origine africana che si sente di seconda generazione e dunque si proclama francese, quello invece con una sura del Corano tatuata sul braccio e solo le origini marocchine in testa.


Il palmares:

- Palma d'oro: Entre les murs di Laurent Cantet
- Grand Prix: Gomorra di Matteo Garrone
- Premio speciale del 61/mo festival: Catherine Deneuve (Un conte de Noel di Arnaud Desplechin) e Clint Eastwood regista di The Exchange
- Sceneggiatura: Jean-Pierre e Luc Dardenne per Il silenzio di Lorna
- Regia: Le tre scimmie di Nuri Bilge Ceylan
- Attore: Benicio Del Toro per Che di Steve Soderbergh
- Attrice: Sandra Corveloni per Linha de passe di Walter Salles e Daniela Thomas
- Giuria: Il divo di Paolo Sorrentino
- Camera d'oro per la migliore opera prima : Hunger di Steve McQueen (Un certain renard)
- Menzione speciale per la Camera d'oro: Everybody dies but me di Valeria Gaia Germanica (Settimana della critica)
- Palma d'oro per il miglior cortometraggio: Megatron di Marian Crisan
- Menzione speciale per i cortometraggi: Jerrycan di Julius


NAPOLITANO, GRANDE RITORNO DEL CINEMA ITALIANO
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia dei premi assegnati ai film italiani in concorso al Festival del Cinema di Cannes, ha parlato di "grande ritorno del cinema italiano ai momenti gloriosi della sua storia". "Il riconoscimento a entrambi i film in concorso -ha detto il Capo dello Stato - costituisce un successo straordinario che premia e incoraggia tutti coloro che fanno cinema in Italia. In particolare, volendo esprimere un mio forte sentimento personale, dico che Gomorra, film di verità e di dolore su Napoli, mai come in questo momento interroga e stimola le nostre coscienze".

fonte:Ansa

May 22

Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo,

La Puglia ospiterà la XIII edizione la Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, la più importante vetrina mediterranea ed europea per la creatività giovanile.  La Biennale è una manifestazione multidisciplinare, che propone creazioni che vanno dalla musica alle arti visive, dal teatro al video, dalle arti applicate alla letteratura, fino ad arrivare alla gastronomia: questo permette di avere un panorama multiforme, senza barriere tra le discipline artistiche, nuovo e inconsueto per i visitatori.
Il  grande evento si svolgerà dal 22 al 31 maggio 2008 nella Fiera del Levante di Bari: 400 produzioni artistiche, 1.200 opere di arti visive e plastiche, 25 appuntamenti dedicati alla poesia e alla letteratura, film, cortometraggi, 13 collezioni di stilisti emergenti e 60 spettacoli di musica, teatro e danza. Inoltre i cuochi ospiti della Biennale si cimenteranno nella preparazione di degustazioni etniche.

Biennale Puglia 2008La manifestazione, che da anni rappresenta un trampolino di lancio per molti artisti specializzati nella experimental art, è promossa dalla Regione Puglia e dall'Associazione Internazionale BJCEM e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese. Fortemente voluta dal Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, la tredicesima edizione della Biennale, dopo i successi di Bologna, Roma, Torino e Napoli , è organizzata dagli Assessorati regionali allo Sviluppo Economico, dall’Assessorato al Mediterraneo,  in collaborazione con l’Assessorato alla Trasparenza e con l’Assessorato al Turismo.
Obiettivo della manifestazione è valorizzare la creatività come veicolo di dialogo interculturale, per costruire una rete di cooperazione culturale ed economica.
La Fiera del Levante di Bari, per l'occasione, si trasformerà in una vero e proprio “villaggio della  creatività”: saranno installati due teatri da circa 300 posti l'uno per ospitare gli spettacoli di teatro e danza oltre a due sale per i concerti e le sfilate di moda, uno spazio per i reading e le performance, due sale per la sezione immagini e per la proiezione dei cortometraggi.

I giovani artisti avranno così la possibilità di entrare in contatto tra di loro e con critici d’arte ed operatori culturali nazionali ed internazionali.  
Il tema di questa XIII edizione della Biennale è “La nostra diversità creativa: kairos”, parola greca che significa momento  giusto, opportunità, tempo in cui il cambiamento è possibile.
Ed è proprio “Kairos / la nostra diversità creativa” il tema che ha guidato i 104 soci e partner della Bjcem (6 Ministeri,  14 fondazioni, musei e istituti culturali, 37 enti locali, 37 Associazioni e ONG), nella scelta degli oltre 700 artisti tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 46 paesi dell’Unione Europea, dei Balcani, del Medio Oriente e della Riva Sud del Mediterraneo che parteciperanno alla Biennale.  Una vetrina di valore incomparabile, dove l’arte e il suo mercato s’incontrano virtuosamente.

May 20

Lettera di Agnese Moro alla Comunità universitaria


Ill.mo Signore
Prof. Corrado Petrocelli
Rettore dell’Università
Degli Studi di Bari “Aldo Moro”

Caro Rettore,
è davvero con molto piacere che ho appreso della decisione di intestare a papà l’Università degli Studi di Bari. Una ampia discussione, nel mondo accademico e nella società pugliese, ha preceduto questa scelta, rendendola più meditata e partecipata e, quindi, in qualche modo, più preziosa.

Non trattandosi, quindi, di un atto retorico o formale credo si sia voluto mettere in risalto, con questa dedicazione, almeno tre aspetti della vita di Aldo Moro ai quali l’Ateneo si propone di ispirarsi.

Il primo è l’amore per la conoscenza e per la verità che da essa deriva. Scriveva papà in anni giovanili: “Non c’è pace, finché non siano stati riconosciuti i diritti e i doveri dell’intelligenza e questa, diventata eguale alle sue possibilità, non abbia fatto luce intorno, aprendo coraggiosamente orizzonti a tanta verità, quanta è necessaria per vivere”.

Il secondo aspetto è la fiducia nei giovani e nella loro capacità di fare cose belle e grandi.

Il terzo è l’insegnamento come trasmissione di cultura e di metodo, ma anche come incontro umano. A tal proposito, congedandosi dai suoi studenti alla fine delle cinquantanove lezioni che aveva impartito nell’anno accademico 1975-76, egli dice: “Io ho cercato di stabilire un rapporto di confidenza e di amicizia con voi (…). Ma se anche io non ho potuto dimostrare sempre, come avrei voluto, dimostrare a tutti individualmente il mio apprezzamento, il mio rispetto, il mio affetto, la mia amicizia, io desidero dirvi, in questo momento, che questi sentimenti sono quelli che hanno dominato il corso di questa esperienza. Sono venuto sempre, anche in giorni assai pieni di cose, però non solo per una lezione, ma per un incontro che mi ha fatto sentire vicino a persone amiche e spero che mi permetterete, quindi, di considerarvi tali anche per l’avvenire, quando andrete percorrendo le vie del mondo per realizzare le vostre aspirazioni, per le quali tutte io esprimo il più fervido augurio. Io mi ricorderò ancora; qualche volta in modo approssimativo, qualche volta in modo preciso, ma mi ricorderò ancora di coloro che hanno riempito un anno della mia vita”.

La prego di estendere il più vivo ringraziamento a tutti i docenti e a quanti hanno partecipato, a diverso titolo, al percorso che ha portato all’intitolazione. A lei, Professore, i sensi della mia stima e i migliori auguri di buon lavoro.

Agnese Moro

May 18

La canzone di Marinella (thinking Ros)

La canzone di Marinella

Fabrizio De André

Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra una stella
Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla tua porta
Bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani suoi tuoi fianchi
Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta
Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
E come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose.

May 17

"Gomorra" sbarca in 400 sale

Il film di Garrone dal libro di Saviano debutta nei cinema, proprio all'indomani
delle nuove minacce allo scrittore: 135 minuti per raccontare l'inferno di Napoli

Atroce, apocalittico, potentissimo
"Gomorra" sbarca in 400 sale

Il film sottoposto al giudizio degli spettatori italiani, prima ancora della passerella
(in concorso) al Festival di Cannes. Ed è stato già venduto in molti paesi
di CLAUDIA MORGOGLIONE

ROMA - Nel frontespizio del suo libro - tuttora in testa alle classifiche, dopo aver venduto solo nel nostro Paese oltre un milione di copie - Roberto Saviano cita una frase di Hannah Arendt che invita a "comprendere cosa significa l'atroce, a non negarne l'esistenza". Ed è a questo principio che si ispira anche Gomorra versione film: 135 minuti di orrore puro, apocalittico e potente come è difficile immaginare perfino dai lettori del romanzo, per portare sullo schermo, senza alcuna retorica, l'inferno di Napoli e dintorni. E che proprio oggi sbarca in più di 400 sale italiane, in attesa della passerella di dopodomani (domenica) al festival di Cannes.

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May 16

André Gide...

In questo mondo è importante non aver l'aria di ciò che si è. André Gide
May 12

STAGE “MASCHILE E FEMMINILE”Nuova eplorazione, nuova crescita, nuova evoluzione

 

L’ASSOCIAZIONE “IO DONNA” ORGANIZZA

SABATO 17 MAGGIO 2008

DALLE ORE 15.OO ALLE ORE 19.00

DOMENICA 18 MAGGIO

DALLE ORE0 10.00 ALLE 13.00 E DALLE 15.00 ALLE 18.00

Presso la Palestra Aerobic Phisical

Via Girolamo Aleandro 46, S.Angelo, BR

STAGE

 “MASCHILE E FEMMINILE”

Nuova eplorazione, nuova crescita, nuova evoluzione

Conduce la dottoressa Francesca Pellegrini

Il lavoro proposto sarà sia corporeo/esperienziale che energetico, simbolico e psicologico e toccherà il tema del maschile e del femminile, andando e recuperare, esplorare e potenziare i simboli e le energie che fanno parte del nostro bagaglio culturale, di cui la natura e la vita sono custodi ed intelligenti promotori.

Il senso di un lavoro siffatto è quello di:

  1. Recuperare le radici profonde che stanno alla base della differenziazione sessuale e che costituiscono il motore dell’atto creativo e del rigenerarsi della vita.
  2. Il recupero dell’identità femminile o maschile togliendo gli inquinamenti e le sovrastrutture legati alle difficoltà ed alle distorsioni sociali. Armonizzarle e riconoscerle nella loro importanza, differenza e dignità.
  3. Ricostruire dei riferimenti solidi che permettano di capire come si può rimanere in contatto con le parti vitali e meravigliose dei principi maschili e femminili e come si può cadere nelle loro parti malate, mortali e divoranti.
  4. Comprendere come è possibile integrare il proprio essere sessuati e sviluppare un rapporto più armonioso, cosciente ed equilibrato con l’altro polo complementare. Sviluppare tra maschile e femminile una relazione equa, appagante e creativa, sia dentro che fuori di noi.
  5. Come essere in contatto con queste forze della natura che ci abitano e che circolano attorno a no,i ci permette di diventare donne e uomini migliori, capaci di accettare i nostri limiti investire sui nostri talenti e costruire relazioni basate sul rispetto, sulla giustizia e sull’equità, sull’ascolto, sulla curiosità e sull’aiuto reciproco.

 

Francesca Pellegrini

Psicosomatista di orientamento junghiano, specializzata in attività psicocorporee,

ginnastiche dolci, antiginnastica, tecniche di rilassamento, attività terapeuticocreative

quali l’espressività corporea, la danza terapia, il teatro terapeutico, il

teatro terapeutico con la maschera.

Da quasi trent’anni, conduce gruppi con adulti, adolescenti, anziani e cura

percorsi d’evoluzione individuale. S’interessa dei simboli e della relazione che

hanno con la crescita della coscienza individuale e collettiva, di come riallacciare

le forme di oggi con i Grandi Contenuti Archetipici e con i contenuti psichici che

ogni individuo coltiva dentro sé stesso, per ricostruire quell’unità interiore che è

la migliore garanzia per il benessere e la salute. Da più di 10 anni affianca al suo

lavoro terapeutico, la scrittura, la promozione culturale ed il lavoro editoriale.

 

Lo stage è rivolto a donne e a uomini

Quota di partecipazione euro 60,00.

Per adesione tel 0831/522034 e-mail associazioneiodonna@hotmail.it  entro il 7 maggio
May 11

dal Diario di Frida Kahlo

La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge = la vita = Nessuno è separato da nessuno – Nessuno lotta per se stesso. Tutto è tutto e uno. L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient’altro che un processo per esistere…”
(dal Diario di Frida Kahlo)
May 10

La vita è una lunga sfilata di maschere...

 
 
 
 
 
La vita è una lunga sfilata di maschere...
 
 
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May 04

“A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio”

Sabato 10 Maggio 2008 – ore 19.30 – Parrocchia S. Maria della Mercede - San Vito dei Normanni

“A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio”. (Laicità dello Stato e libertà delle Chiese)

On. Prof. Domenico Maria Amalfitano (Direttore del Centro di Cultura dell’Università Cattolica)

April 27

IL CACCIATORE DI AQUILONI,VOTO 7e1/2

Il film parla dell'amicizia tra due bambini appartenenti a etnie e classi sociali differenti: Amir, figlio di uno degli uomini pashtun più influenti di Kabul, e Hassan, il suo piccolo servitore azara. Sullo sfondo le vicende storiche che, in trent’anni, hanno portato alla progressiva distruzione e devastazione della cultura e del paese afgano. Amir e Hassan sono inseparabili, accomunati anche dalla passione per le gare di aquiloni. Ma un tragico evento irrompe e sconvolge le loro vite: Amir assiste di nascosto allo stupro del suo giovane compagno di giochi da parte di un gruppo di teppisti. Quando le truppe sovietiche invadono il suo Paese, il bambino è costretto a fuggire negli Stati Uniti con il padre Baba, ma il senso di colpa per non aver aiutato il suo piccolo amico non lo abbandonerà più. Negli Stati Uniti cresce, si diploma, conosce Soraya, la donna che diventerà sua moglie, e pubblica il suo primo libro, coronando il sogno di diventare uno scrittore. Quando un giorno riceve nella sua casa di San Francisco una telefonata inattesa, Amir capisce che è giunto il momento di rimediare ai propri errori. Rahim Khan, un vecchio amico di Baba, lo prega di fare rientro nel suo paese: Sohrab, il figlio di Hassan ha bisogno del suo aiuto...
 
 
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April 24

1978-2008 Moro, l'Italia, la coscienza

...quando il racconto dei carnefici ha saturato la memoria, quando tutti i retroscena sono stati immaginati, si scopre che la persona uccisa è diventata la sua uccisione e Moro è diventato il suo "caso". Ma leggendo criticamente le fonti Rai, quei giorni possono evocare la visione politica, lo spessore cristiano, il ruolo di Moro.
Il trittico vuole rendere visibili la cella e la cronaca della prigionia: usarle per far parlare il pensiero di Moro, per tornare al modo in cui esso servì e fu disperso nella storia dell'Italia e della chiesa. Uno spartiacque, un metro.

Inaugurazione venerdì 25 aprile 2008 ore 12.00
Sala Stifano - Palazzo Ateneo, Bari.

Installazione videostorica. Dal 26 al 10 maggio 2008.

 

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April 23

COMUNICATO STAMPA DEL 23/04/08:LA REGIONE PUGLIA AVVIA L’IMMEDIATA REVISIONE DEI PROTOCOLLI PER LASOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI IPERATTIVI

COMUNICATO STAMPA DEL 23/04/08:
LA REGIONE PUGLIA AVVIA L’IMMEDIATA REVISIONE DEI PROTOCOLLI PER LA
SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI IPERATTIVI.

Nel corso di un affollato convegno presso il Comune di Lecce, dopo un
intenso confronto
promosso dall’Assessore Comunale alla Salute Alfredo Pagliaro, l’Assessore
Regionale alle Salute
dott. Alberto Tedesco prende l’impegno a rivedere la delibera che attua le
linee guida nazionali
per la somministrazione di Ritalin ai bambini, avviando un tavolo di
confronto per rivedere
in senso più restrittivo tutti i protocolli diagnostici e terapeutici.
L’Assessore Regionale Tedesco: “qui in Puglia vogliamo più garanzia per i
piccoli pazienti,
le linee guida nazionali sono da rivedere, quindi avviamo immediatamente
un confronto e modifichiamo la delibera”

Lecce – Stamattina alle ore 12:45, nel corso di un affollato convegno pressa
la Sala Consiliare del Comune di Lecce organizzato dall’Assessore comunale
alla Salute dott. Alfredo Pagliaro, l’Assessore Regionale alla Salute dott.
Alberto Tedesco ha preso l’impegno formale a rivedere sollecitamente la
delibera per l’attuazione delle linee guida nazionali per la
somministrazione di psicofarmaci ai minori (Ritalin® e Strattera®), avviando
immediatamente un tavolo di confronto per migliorare in senso più
restrittivo tutti i protocolli diagnostici e terapeutici nazionali che
regolano l’uso di questi contestati prodotti farmacologici sui bambini.
L’Assessore Tedesco ha dichiarato: “Parliamo di psicofarmaci ai bambini,
sono terapie delicatissime: ho una coscienza come pubblico amministratore e
anche come padre, occorre rivedere le regole per questi interventi
ispirandosi ad una maggiore prudenza. Non intendo autorizzare l’uso di
questi prodotti su bambini piccoli senza prima aver assunto tutte le
necessarie cautele, quindi massima prudenza nell’uso delle linee guida
‘contestate’ ed immediata analisi dei protocolli diagnostici e terapeutici
per modificarli e fornire migliori garanzie alle famiglie”. L’Assessore alla
Salute del Comune di Lecce dott. Alfredo Pagliaro, medico, ha dichiarato:
“Non avrei potuto auspicare una conclusione migliore per questo convegno: da
un confronto anche vivace, l’Assessore Regionale ha saputo trarre il
messaggio più importante, ovvero che l’uso disinvolto di psicofarmaci sui
bambini va assolutamente bloccato. Come vedete, Lecce è piccola ma molto
vivace, ed oggi la politica - grazie a questa nostra iniziativa- è passata
dal ‘dire’ al ‘fare’: è un bellissimo esempio di istituzioni al servizio del
cittadino”. Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai
Bambini”®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza
in età pediatrica (www.giulemanidaiba mbini.org) , a concluso: “Decisione
inaspettata quanto avveduta e saggia, quella dell’Assessore Tedesco,
nell’esclusivo interesse dei piccoli pazienti. La Puglia così si pone
all’avanguardia e detta una nuova linea in tutto il paese, speriamo che
altre regioni ora prendano esempio”. Il tavolo tecnico per la revisione dei
protocolli nazionali su Ritalin® e Strattera® verrà attivato dalle autorità
regionali già agli inizi del mese di maggio.

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